Gettato nel mondo

"Gaios, Paxos" di Claudio Esposito

Gettato nel mondo
l’inferno è chiuso per lavori
qui si scende
al buio
a passi immensi

e il tuo numero di telefono
è sparito dagli elenchi

e i messicani nella capitale
accanto alla stazione
mangiano la loro tradizione.

Non c’era gente stasera
per chiedere dov’eri
per chiedere cos’eri

tu intanto stendi il bucato
sempre più sporco
e il quartiere ti guarda male.

Ci rimane sempre l’inesprimibile.
Le parole tagliano
le parole sussurrano
le parole ondeggiano
come bambini in azione

ed io sono
questo dimenticare la vocazione
giorno per giorno
generazione per generazione.

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