Il caso Writer’s dream: contro i razziatori di sogni

Una delle piaghe attuali dell’editoria italiana è rappresentata dalle case editrici a pagamento. Dietro l’immagine di imprenditori della cultura si nascondono dei veri e propri razziatori di sogni. Come altro potrebbero essere definiti del resto gli editori che per pubblicare l’opera di un esordiente arrivano a chiedere anche duemila euro di “contributo”?
Da quando ho scoperto la passione per la poesia ho inviato la mia raccolta a decine di case editrici. Credo di avere ancora da qualche parte le ridicole bozze di contratto spedite da gruppi come “Albatros” (una lettera pre-stampata). Ho ricevuto anche altre proposte, come quella lusinghiera della storica casa editrice “Manni”. A differenza della “Albatros”, nella casa leccese leggono davvero i manoscritti. Il problema è un altro, dicono: la poesia non vende. Ergo: abbiamo bisogno di un piccolo contributo per evitare rischi di perdite.
E poi ci sono gruppi ancora più onesti come la “Oppure edizioni” di Roma che ha letto il mio libro giudicandolo pregevole, ma ha ammesso l’impossibilità di pubblicare la mia opera per difficoltà economiche. Nessun contributo richiesto.
Credo che sia di grande importanza la battaglia che, ormai da anni, conducono i ragazzi del Writer’s dream contro l’editoria a pagamento. Il loro progetto, nato con la semplice catalogazione delle case editrici divise in “Inferno”, “purgatorio” e “paradiso” si è esteso trovando sostegno nella rete e nella società civile. E’ una battaglia di civiltà e onestà chiedere alle case editrici di sobbarcarsi i rischi dell’investimento economico in una opera prima. Un libro, è scritto nella home page del Writer’s dream, è un lavoro. Pagare per pubblicare significa pagare per lavorare. Significa non credere nel proprio lavoro.

Prezzo del mio sogno per Albatros: 2000 euro
Prezzo del mio sogno per Manni: 1800 euro
Prezzo del mio sogno per Lupo editore: 1700 euro

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6 risposte a Il caso Writer’s dream: contro i razziatori di sogni

  1. progetto interessante assai, non lo conoscevo!
    ah, se solo lavorassi ancora nella mia vecchia casa editrice, potrei stilare un prezzario per generi e stili degno di quelli esposti fuori dai bordelli… 🙂

  2. CETTINA ha detto:

    Non ci resta che partecipare a “Poetry Slam”, una sorta di sberla della Poesia e dei poeti esordienti o persone semplici che esprimono il loro pensiero, la loro filosofia di vita … naturalmente il fascino di un libro è tutt’altro.
    Complimenti per quello che esprimi in questo spazio, la rete ci permette di condividere la poesia ma soprattutto le nostre emozioni che diventano il cibo di chi si sofferma a leggere.
    Buona giornata
    Cettina

  3. Chiara G. ha detto:

    Visita il sito di Arpanet.

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