Superstite (una poesia di Luciana Manco)

Joseph Lorusso

La parola sepolta germoglia dalla bocca.
Occhi inutili di fuligine.
Non tremano più i polsi.
Quando su me passavi.
Indietreggiando di baci i secoli.
Tu mi vedevi, sufficiente al niente,
lasciar la terra per le tue mani.
La prefazione a questo.
Al fumo immorale dei vent’anni.
Alle mie ciocche nere sul cuscino.
Orfane di dita da giocoliere.
Alle voci rotte di misteri.
Alle labbra consacrate di rugiada.
Che ho rifiutato la gioia,
la stella, e il rosso caldo,e i margini d’oro.
Perché temevo le sterpaglie
delle poesie corrotte.
Dei nodi in gola riciclati,
della fierezza falsa dell’altezza.
Suggeriscimi il dolore,
una pozione d’amore,
che ripeschi la fiducia dall’illusione.
Che la mia infanzia
Ha esasperato Dio
Eppure succhio
Disperata
Dalla mammella acre
Della sete.
Questo fuoco soffre
La fatica e il vento
Della sopravvivenza.
E tu hai sbadigliato via
Il mio per sempre
Stamattina
Al risveglio.

Lucy Manco ha la erre moscia, è bella e brava. Suoi testi fanno parte di una plaquette della leggendaria rivista “Frigidaire” Qui altre poesie di Lucy.

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