I LOW ART: una provocazione barese

“L’arte la odi, la ami. Come l’amore non ha regole. Non ha prezzo ma è commerciale. È un oggetto ma è soggettiva. Vuol dire tutto, non vuol dire niente. Può valere tutto, può valere niente. Ha il valore che le dai. Noi le abbiamo dato il più basso”. I LOW ART, MANIFESTO.

Premesso che non mi distinguo per la conoscenza e la comprensione dell’arte contemporanea, premesso pure che come ogni buon ignorante che si rispetti nutro anche un po’ di fastidio per ciò che attualmente viene definito arte contemporanea. Cito come esempio il popolarissimo Maurizio Cattelan e mi chiedo: fra vent’anni sarà ancora catalogabile come arte quella scultura in marmo di una mano di undici metri con dito medio alzato verso la sede della Borsa di Milano? Io avrei qualche dubbio al riguardo. Sono forse io che confondo tra arte e provocazione, oppure è l’arte a non comprendere più se ormai viva solo dello sterile gioco alla provocazione che, in fin dei conti, è schiava del suo tempo? Finito il contesto storico in cui la provocazione si inserisce, questa perde valore, facendo scadere anche l’arte che di quella provocazione si è nutrita. Premesso infine (giuro, è l’ultima premessa) che trovo scandaloso il giro d’affari della provocatoria arte contemporanea internazionale; ecco, detto questo, credo che il manifesto della mostra temporanea barese “I LOW ART”, diretta dagli artisti Mara Nitti e Konstantinos Karapidakis stabilisca non solo una rispettosa dichiarazione di umiltà, che consiste nel dare all’arte il valore ‘economico’ più basso (questa sì che è una provocazione!), ma anche una possibilità di educazione e avvicinamento all’arte contemporanea, cercando di sgombrare il campo da preconcetti (vedi le mie premesse…), luoghi comuni (vedi ancora le mie premesse…) e impedimenti (vedi i prezzi esorbitanti delle opere). Tutto ciò necessita di buona dose di coraggio se lo si inserisce nella non proprio vitalissima scena contemporanea barese, escludendo la bella parentesi di Kounellis. Sapere che in pieno centro cittadino c’è una galleria d’arte che ospita 19 artisti da tutta Italia, 8 artisti da Belgio, Francia, Spagna e Romania e più di 150 opere tra pittura, fotografia, video e scultura, sembra un bel segnale di vivacità e fermento, in attesa dell’arrivo del museo di arte contemporanea al teatro Margherita.

La sede della mostra a Bari in via De Rossi

Giustamente pretenziosi gli obiettivi degli organizzatori: ridimensionare gli “eccessi” dell’arte contemporanea, promuovere la nascita di una nuova generazione di collezionisti low cost e proporre artisti dal lavoro innovativo.
Personalmente ho molto apprezzato il linguaggio diretto e politico di HOPE e gli eleganti e misteriosi “Ex votos” della belga Mirelle Lienard . Visitando il sito ho avuto la possibilità di osservare altre opere con maggiore attenzione e di ammirare anche il provocatorio (ci risiamo..) Ozne che con le sue violente sovrapposizioni sfrutta a dovere i lavori di Yashima Mishto, e il magico realismo fotografico del greco Pavlidis . Un nutrito gruppo di artisti proviene dall’Accademia di belle arti di Urbino dove si sono formati anche Nitti e Karapidakis. La mostra rimarrà aperta fino al 29 gennaio del 2011 e per la prima volta sarà possibile acquistare pezzi unici e certificati a prezzi accessibili. E’ forse troppo chiedere che la vecchia sartoria ristrutturata che ospita la mostra (un’altra idea low cost degli organizzatori) possa diventare uno spazio permanente di arte contemporanea?

Artisti in mostra: Mauro Alberti, Marinela Asavoaie, Laura Baldini, Silvia Bolognesi, Hernan Chavar, Giulia Corradetti, Sandra D’Aurizio, Luca De Angelis, Marco Demis, Philippe Dubit, Matteo Fuzzi, Elio Germani, Felix Hannaert, Hope, Konstantinos Karapidakis, Andrea La Rocca, Mireille Lienard, Arianna Marinelli, Fotini Othoeou, Ozne, Emilio Patalocchi, Pavlos Pavlidis, Giorgio Pignotti, Michela Pozzi, Mirka Pretelli, Florinda Recchi, Gema Ruperez Alonso.

La Galleria rimarrà aperta il lunedì dalle 17.00 alle 20.30 e dal
martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.30.

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