IL MALTESE CAPOVOLTO

Una provocazione in risposta a  questa provocazione di Curzio Maltese.


Banksy

Ma insomma perché i vecchi non si ribellano? Perché non se ne vanno? Essere vecchi in Italia significa ormai essere attaccati, come cozze allo scoglio, col proprio culo alla sedia del proprio lavoro ab aeternum fino a che morte non li separi (appunto, il culo e la sedia). Perché il dottor Maltese e tutta la sua generazione, quella che ha fatto il Sessantotto sì (mi dicono che in quel tempo lei aveva appena nove anni ma di sicuro era già a protestare, non come i giovani di oggi signora mia…) quella che ha avuto il coraggio e la fortuna di farlo il Sessantotto, non prendono l’ultima scelta coraggiosa e sgomberano le loro scrivanie piene di foto di famiglia, di medaglie e premi per lasciare finalmente campo libero a giovani affamati di lavoro?

Gli hanno raccontato che, a forza di Intillimani e occupazioni nelle università, l’Italia si è civilizzata nel loro periodo. O meglio, ci hanno raccontato. Hanno, da perfetti vincitori, costruito e narrato la propria epopea alle generazioni successive. Che se la sono bevuta…

Da giovane detesto che si parli di ‘giovani’ senza distinguere, come appunto fa il dottor Maltese nel suo provocatorio (e in questo senso riuscitissimo) articolo. Perché i giovani naturalmente non esistono come categoria.

L’Italia è un paese di non molti giovani che odiano i molti vecchi. Che a loro volta li puniscono con la precarietà perenne. In fondo questo Paese gli ha dato tutto. Li ha trattati meglio di quanto potessero immaginare. Perché i vecchi come Maltese (mi scusi dottor Maltese, so che non è affatto vecchio ma l’esercizio retorico mi impone di inquadrarla nel campo avverso a quello di noi  “gggiovani”) non si schiodano dalle loro poltrone per lasciar posto a questi poveri precari perenni?

Non esiste un Paese europeo dove c’è un così alto potere gerontocratico (il 45,2% della classe dirigente italiana – i numeri uno di politica, economia, professioni e istituzioni – è ultrasettantenne, contro il 31% della Gran Bretagna e il 28% della Spagna)* senza una minima ‘rivolta’ di coscienza, o almeno qualche piccolo senso di colpa. Un vero e proprio tappo generazionale.

I giovani europei sanno benissimo che l’unica speranza di avere un futuro nel mondo globalizzato consiste nel ricevere una buona formazione in scuole o università di eccellenza. Ma la scuola e l’università sono diventate questioni per ricchi. E chi non può permettersi ventimila (20.000) euro per frequentare una buona scuola di giornalismo, dottor Maltese, come fa a diventare un professionista? Chi sa che l’unica strada per entrare nelle redazioni è la conoscenza, dottor Maltese, come fa a pagarsi da vivere col suo mestiere? E’ consapevole del fatto che lei fa parte dell’élite della più chiusa casta d’Italia, quella stessa casta che denuncia le caste altrui ma non guarda mai la propria? Ebbene, forse noi ci stiamo zitti e buoni perché proprio il vostro esempio, il Sessantotto, ci ha insegnato la dura lezione del Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare niente. Quelli che erano dietro le barricate col libretto rosso di Mao adesso da quale comoda poltrona blaterano delle penose condizioni dei giovani di oggi?

Mi dica lei con cinque euro ad articolo, se si è fortunati, non dovremmo forse benedire i lavoretti per l’estate e per l’autunno? Quando dice che ce la prendiamo con gli immigrati lei offende la sua intelligenza, banalizzando e generalizzando su un’intera generazione. Certo, tutta quella televisione che ci avete fatto assumere fin dalla prima infanzia non ci ha fatto bene. Ma è la vostra televisione, infatti, non la nostra.

Insomma cari vecchi, addormentatevi! Schiodatevi da quelle vostre sedie! Noi ogni tanto scendiamo in piazza e nessuno se ne accorge. Ma voi, per una volta, scendete dalla carrozza, anzi dal carrozzone. Che attenzione mediatica attirereste! “Ultim’ora: i vecchi se ne vanno!” “Edizione straordinaria: i giovani al potere!”. Fate qualcosa. Lasciateci campare. Che cos’altro ancora avete da arrabattare?

* Rapporto Luiss 2008 Generare classe dirigente

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Pazzo Mondo, Racconto, Semiserie e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a IL MALTESE CAPOVOLTO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...