NON SOPPORTO LE PARATE MILITARI

Non sopporto le parate militari, mi sembra una lotta alla nazione che ce l’ha più lungo (il razzo). Non sopporto il 2 di giugno. Non sopporto Bertolaso in prima fila che applaude per la marcia degli alpini. Anzi, non sopporto tutta la platea dei politici che in quei militari che marciano vedono tutto il loro potere raggiunto. Non sopporto il generale che parla della “risposta dell’esercito alle nuove esigenze connesse ai diversi scenari operativi”.

Apprezzo il lavoro dei ragazzi e delle ragazze impegnati nelle forze dell’ordine e nell’esercito italiano perché “ci credono”. Li apprezzo sul serio. Li apprezzo anche perché so che sono quasi tutti ragazzi e ragazze del Sud, che al momento della scelta di vita, in mancanza di lavoro, hanno deciso di rischiarla, la vita.

Ma non sopporto il 2 di giugno, non sopporto La Russa che interrompe l’applauso per guardare il telefonino. Non sopporto una festa che mi ricorda che il mio Paese non è affatto unito. Che se fosse stato unito non avrebbe permesso l’emigrazione di 700.000 (settecentomila) ragazzi meridionali negli ultimi 10 (dieci) anni per cercare lavoro. Che si aggiungono agli svariati milioni scappati per fame nel secolo scorso. I terroni, per intenderci. Non sopporto la festa di un Paese che non mi rispetta.

No, non è la mia festa.

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