L’Inter vince, a Bari si festeggia

Doverosa premessa: non sono un tifoso. Ho un passato da juventino, ma è un passato che risale a più di vent’anni fa. Ricordo che giocava un certo Moeller nella squadra bianconera. Per intenderci, da qualche anno dovevo aver smesso di pisciarmi a letto. Poi, crescendo, ho perso interesse per il tifo. Ma non per il calcio. Quindi quello che sto per dire non è sporcato da alcun pregiudizio.

L’altra sera, il 22 maggio 2010, si è verificato un evento storico: l’Inter ha vinto la Coppa dei Campioni. Meritatamente, tra l’altro. La squadra nerazzurra ha dato una lezione di calcio ai tedeschi del Bayern. Milito ha segnato due gol stupendi, con una grazia tale da far amare il calcio anche ai cadaveri.

Allo scadere del 90esimo si sono scatenati i festeggiamenti. Ovunque ci fosse una piazza era piena di caroselli e tifo ai massimi livelli. A mezzanotte il traffico era completamente impazzito, Corso Vittorio Emanuele impraticabile, tutto il centro storico intasato di tifosi.

Sto parlando di Milano? No! Sto parlando di Bari, quasi mille chilometri più a Sud, e di tutte le città della provincia.

Ora, io capisco che l’attaccamento ad una maglia esula dalla posizione geografica, capisco pure che tale attaccamento possa venire da una tradizione familiare. Che è bellissimo vedere i cinesi emozionarsi al pari degli italiani per un gol di Milito (e chi si scorda dei giapponesi che adoravano Baggio?).

Ma se il Bari vincesse una Coppa dei Campioni, a Milano si riempirebbe piazza Duomo? Non credo. Forse sto scrivendo sotto l’influenza del bellissimo “Terroni” il nuovo libro di Pino Aprile che ripercorre i centocinquanta anni dell’Italia unita da un punto di vista, finalmente, meridionale. Leggendolo ho riscoperto che i piemontesi fecero al Sud ciò che i nazisti hanno fatto a Marzabotto, praticando la tortura come gli americani ad Abu Ghraib. Ho scoperto che l’Unità d’Italia è stato un affare per il Nord e una rovina per il Sud, con tutto l’oro trafugato dalle casse di Napoli. Che il Regno delle Due Sicilie non era poi così inefficiente: la seconda flotta navale dopo l’Inghilterra, la prima ferrovia d’Europa, una delle acciaierie migliori al mondo. Che il povero Sud pagava più tasse del ricco Nord. Si tratta di Revisionismo? Forse, fatto sta che nessuno fino ad ora ha chiesto scusa per le centinaia di morti di Casalduni, Campolattaro, Pontelandolfo e molti altri paesi del Sud rasi al suolo dall’esercito dei Savoia dopo il 1861.

Non credo che sia giusto ridurre la questione a semplice tifoseria. Se i Lakers vincono la stagione in Nba a Boston non si festeggia. E se, rimanendo nel recinto ‘calcio’ una delle tante squadre di Londra vince il campionato il centro di York, zona settentrionale dell’Inghilterra, non sarà mai intasato da caroselli impazziti di gioia.

Forse starò esagerando la questione, ma il calcio in Italia non è una questione seria? Non sarà quello che ho visto l’altra sera in piazza a Bari un ennesimo segnale della colonizzazione del sud da parte del nord Italia? E una delle peggiori, trattandosi di colonizzazione culturale?

Sì, forse sto esagerando. Forse il Sud, il mio martoriato Sud, ha talmente tanta voglia di festeggiare che gioisce anche per la vittoria di altri.

Amalaa! Pazza Inter amalaaa!

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